I dati del 2025 sono inequivocabili: il divario tra le aziende leader nell’AI e quelle in ritardo si sta allargando a velocità senza precedenti. Non è una questione di tecnologia. È una questione di sopravvivenza.
Il divario di produttività tra le Frontier Firm e le cosiddette laggard firm — le aziende in ritardo nell’adozione tecnologica — non è un fenomeno nuovo. L’OCSE ha documentato da anni come le imprese alla frontiera globale della produttività siano tipicamente più grandi, più redditizie, più giovani e più propense a brevettare rispetto alle altre, e come la crescita della produttività alla frontiera globale sia rimasta robusta nonostante il rallentamento aggregato. Ciò che è nuovo, nel 2025, è la velocità con cui questo divario si sta ampliando grazie all’AI. Il report BCG The Widening AI Value Gap — basato su 1.250 executive in nove settori globali — certifica che le future-built company ottengono 1,7 volte la crescita dei ricavi, 3,6 volte il TSR triennale e 1,6 volte il margine EBIT rispetto alle laggard. Questo articolo analizza i meccanismi alla base di questa divergenza e offre una lettura critica ai leader che vogliono comprendere dove si trovano — e cosa rischiano. [oecd.org][bcg.com]
Introduzione
L’altro giorno un cliente mi ha detto una frase che mi ha colpito: “Luca, noi stiamo sperimentando l’AI, ma non stiamo ancora vedendo risultati concreti.” Era orgoglioso di quella frase. La usava come prova di prudenza, di razionalità manageriale.
Io l’ho sentita come un campanello d’allarme.
Perché nel 2025, “stare sperimentando” significa, nella maggior parte dei casi, stare fermi mentre gli altri accelerano. Trent’anni di consulenza IT mi hanno insegnato una cosa: nelle grandi rivoluzioni tecnologiche, il rischio più grande non è muoversi troppo velocemente. È muoversi troppo lentamente mentre il mercato si ridisegna attorno a te.
Il gap tra le aziende che stanno davvero trasformandosi con l’AI e quelle che ancora “sperimentano” non è una sfumatura. È un abisso. E i dati del 2025 lo dimostrano con una chiarezza brutale.
Background: Una Divergenza che Viene da Lontano
Cos’è il divario di produttività tra frontier e laggard firm e da quando esiste?
La divergenza tra imprese leader e imprese in ritardo non è nata con l’AI. L’analisi OCSE rivela un processo di diffusione tecnologica altamente disomogeneo: le tecnologie della frontiera globale tendono a diffondersi alle laggard solo dopo essere state adattate al contesto nazionale dalle imprese più produttive di ogni paese — le cosiddette national frontier firm. Politiche ben progettate possono favorire questa diffusione, affinando gli incentivi delle imprese all’adozione tecnologica e promuovendo un ambiente di mercato che riallocchi le risorse verso le imprese più produttive. [oecd.org]
Ma perché le tecnologie non si diffondono in modo uniforme? La ricerca di Berlingieri, Calligaris, Criscuolo e Verlhac (2025, International Economic Review), basata su dati aziendali di 13 paesi dal 1995 al 2014, fornisce nuove evidenze sulle barriere alla diffusione tecnologica per le laggard firm. Lo studio dimostra che, sebbene le imprese meno produttive beneficino di un effetto di catch-up, la velocità di recupero è significativamente inferiore nelle industrie ad alta intensità digitale e di competenze.Tre barriere strutturali emergono con chiarezza: il mismatch di competenze tra i lavoratori e le richieste del mercato, le frizioni finanziarie che limitano l’accesso al credito per le PMI, e la mancanza di capacità di assorbimento — ovvero l’incapacità di assimilare, trasformare e utilizzare nuove conoscenze. Queste barriere, combinate con la crescente importanza della conoscenza tacita e degli asset intangibili, contribuiscono a spiegare il rallentamento della crescita della produttività degli ultimi decenni. [onlinelibr….wiley.com]
Nella mia esperienza sul campo, il terzo fattore — la capacità di assorbimento — è quello più sottovalutato. Ho visto aziende investire cifre importanti in licenze software senza mai riuscire a trasformare quell’investimento in valore reale, semplicemente perché mancavano le competenze interne per farlo fruttare.
Analisi Scientifica: Il Divario si Allarga nel 2025
Quanto è ampio il divario tra AI leaders e laggard nel 2025?
La Fotografia BCG: Tre Categorie, Un Solo Vincitore
Il report BCG del settembre 2025 classifica le aziende globali in tre categorie distinte. Solo il 5% è “future-built”: queste imprese sono all’avanguardia dell’innovazione AI, costruiscono capacità sistematicamente e generano valore sostanziale in modo continuativo. Il 35% è “scaler”: stanno scalando i loro sforzi e iniziando a generare valore, ma molti ammettono di poter andare più veloce. Il restante 60% è “laggard”: registra guadagni minimi in termini di ricavi e riduzione dei costi, e non dispone ancora delle capacità per scalare l’AI. [bcg.com]
Tradotto in numeri concreti: le future-built company ottengono cinque volte gli incrementi di ricavo e tre volte le riduzioni di costo rispetto alle altre aziende. L’impatto è sufficiente a influenzare i ritorni per gli azionisti.Le future-built company pianificano di spendere il 26% in più in IT e dedicare fino al 64% in più del loro budget IT all’AI nel 2025. Come risultato, si aspettano il doppio dell’incremento dei ricavi e il 40% in più di riduzione dei costi rispetto alle laggard nelle aree in cui applicano l’AI. [bcg.com]
Il Meccanismo dell’Autoamplificazione
Perché il gap si allarga invece di restringersi?
Questo è il punto che trovo più inquietante — e più interessante dal punto di vista analitico. Le Frontier Firm non stanno solo correndo più veloci: stanno reinvestendo i propri guadagni per accelerare ulteriormente. Le future-built company accelerano la creazione di valore reinvestendo i propri ritorni AI in capacità più forti sulle persone e sulla tecnologia, rendendo sempre più difficile il recupero per le aziende in ritardo. [bcg.com]
È un circolo virtuoso — o vizioso, dipende da che parte ti trovi. Chi investe presto ottiene ritorni, reinveste i ritorni, ottiene ritorni maggiori, e così via. Chi aspetta scopre che il punto di partenza si è già spostato.
Il CompNet Flagship Firm Productivity Report del 2025, basato sul decimo vintage dei dati europei, documenta come sia emerso un preoccupante gap di produttività tra frontier e laggard firm, aggravato dalla crisi COVID-19, con variazioni notevoli tra paesi in termini di dimensione aziendale, salari e rapporti di valore aggiunto. I responsabili delle politiche dovrebbero prioritizzare il rafforzamento della “capacità di assorbimento” delle laggard firm, espandendo il capitale umano e intangibile, potenziando l’esposizione ai mercati internazionali e rimuovendo i vincoli finanziari che ostacolano l’adozione tecnologica. [comp-net.org]
Il Ruolo dell’Agentic AI come Acceleratore del Divario
Un driver chiave dell’allargamento del gap è l’ascesa dell’AI agentiva. A differenza dei modelli tradizionali, i sistemi agentici apprendono, ragionano e agiscono autonomamente per risolvere problemi complessi e multi-step. Gli agenti già rappresentano il 17% del valore totale dell’AI nel 2025, e quella quota dovrebbe raggiungere il 29% entro il 2028. Le future-built company allocano il 15% dei loro budget AI agli agenti: un terzo di queste aziende usa agenti, contro il 12% degli scaler e quasi nessuna delle laggard. [bcg.com]
Questo dato mi colpisce particolarmente. L’agentic AI non è solo un’altra funzionalità: è una leva moltiplicativa. Un’azienda che usa agenti AI per gestire interi workflow aziendali ha una capacità operativa strutturalmente diversa da una che usa l’AI per scrivere email più velocemente.
Il Caso Europeo: Un Gap nel Gap
Il working paper dell’FMI del febbraio 2025 aggiunge una dimensione geografica preoccupante: l’Europa soffre di un noto malessere produttivo, con un ampio e crescente divario aggregato di produttività rispetto agli USA. L’analisi identifica gap critici di performance sia tra le frontier firm europee che tra le giovani imprese ad alta crescita: mercati più piccoli e finanziamenti limitati rappresentano i principali colli di bottiglia per le frontier firm europee, mentre la carenza di competenze e l’insufficiente capitale di rischio ostacolano la formazione e la successiva crescita delle giovani imprese. [imf.org]
Per noi italiani, questo significa che il problema non è solo confrontarsi con le laggard italiane: il benchmark rilevante sono le frontier firm americane e asiatiche, che operano in ecosistemi molto più favorevoli.
Implicazioni Pratiche: Dove Ti Trovi?
Come può un C-level capire in quale categoria si trova la propria azienda?
Prima di elaborare una strategia, serve una diagnosi onesta. Nella mia esperienza consulenziale, le aziende tendono sistematicamente a sovrastimare la propria maturità AI. L’”effetto esperimento” — la sensazione di essere avanzati perché si stanno “facendo cose con l’AI” — è una delle trappole cognitive più comuni che osservo nei boardroom.
BCG ha valutato la maturità AI attraverso 41 capacità fondamentali, che coprono strategia, tecnologia, persone, innovazione e risultati. Quattro domande brutalmente oneste per autovalutarsi: [bcg.com]
- L’AI è nella strategia aziendale pluriennale, approvata dal board? Non in un progetto pilota, nella strategia.
- Avete metriche di ROI sull’AI tracciate trimestralmente? Non impressioni, numeri.
- Quante decisioni aziendali critiche vengono oggi informate da AI in tempo reale? Non supportate — informate.
- Avete agenti AI operativi su processi core? Non chatbot, agenti.
Se hai risposto “no” o “non ancora” a più di due di queste domande, i dati suggeriscono che sei probabilmente nel 60% delle laggard — indipendentemente da quanto stai investendo in strumenti AI.
Il punto più importante è che il tempo stringe. Le future-built company stanno allargando il value gap. Le altre devono muoversi adesso. [bcg.com]
Conclusioni
Il divario tra Frontier Firm e laggard non è un problema tecnologico. È un problema di visione, di velocità decisionale e di architettura organizzativa. I dati del 2025 dimostrano che le aziende che hanno investito presto e in modo sistemico nell’AI non stanno solo performando meglio: stanno costruendo vantaggi strutturali che si autoamplificano.
La ricerca accademica ci dice che le barriere alla diffusione tecnologica — mismatch di competenze, frizioni finanziarie, capacità di assorbimento insufficiente — sono reali e misurabili. E sono più severe nelle industrie digitali e knowledge-intensive, proprio quelle in cui la competizione con le Frontier Firm è più diretta. [onlinelibr….wiley.com]
La vera sfida non è tecnica, ma umana: richiede la volontà di guardare in faccia i dati, riconoscere dove si trova la propria organizzazione, e avere il coraggio di reinventarsi prima che il mercato lo faccia al posto nostro.
Il gap non aspetta. E più aspetti, più è difficile colmarlo.
Riferimenti
- Adilbish, O.E., Cerdeiro, D.A., Duval, R.A., Hong, G.H., Mazzone, L., Rotunno, L., Toprak, H.H., & Vaziri, M. (2025). Europe’s Productivity Weakness: Firm-Level Roots and Remedies. IMF Working Paper No. 2025/040. https://doi.org/10.5089/9798229001441.001
- Apotheker, J., Beauchene, V., de Bellefonds, N., et al. (2025, September 30). The Widening AI Value Gap: Build for the Future 2025. Boston Consulting Group. https://www.bcg.com/publications/2025/are-you-generating-value-from-ai-the-widening-gap
- Berlingieri, G., Calligaris, S., Criscuolo, C., & Verlhac, R. (2025). Last But Not Least: Laggard Firms, Technology Diffusion, and Its Structural and Policy Determinants. International Economic Review, 66(2). https://doi.org/10.1111/iere.12748
- CompNet. (2025, April). Firm Productivity Report – 10th Vintage. The Competitiveness Research Network. https://www.comp-net.org
- OECD. (2016). Frontier Firms, Technology Diffusion and Public Policy. OECD Publishing. https://www.oecd.org/en/publications/frontier-firms-technology-diffusion-and-public-policy_5jrql2q2jj7b-en.html

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