
Bella domanda. Dipende da chi chiede.
Se chiede un recruiter, sono un consulente con trent’anni di IT alle spalle, specializzato in AI generativa e trasformazione digitale.
Se chiede mio figlio di tre anni, sono quello che sa riparare tutto ma non riesce a trovare il telecomando.
Se chiedete voi — che siete arrivati fin qui, su un blog che si chiama Argo’s New Dreams — allora posso essere un po’ più onesto.
Mi chiamo Luca Borio.
Sono nato con una curiosità che non si è mai spenta: capire come funzionano le cose, tutte le cose. Da piccolo smontavo oggetti. Da grande ho iniziato a smontare processi aziendali, sistemi informatici e — con risultati alterni — mobili Ikea.
Tecnologia e fantascienza sono state le mie stelle polari fin da quando ricordo. Non due mondi separati: per me sono sempre stati lo stesso mondo, visto da angolazioni diverse. Asimov spiegava il futuro meglio di qualsiasi manuale tecnico. E il manuale tecnico, a volte, sembrava fantascienza.
Il percorso — versione non LinkedIn
Anni ’90. Collaboro con il primo provider Internet della mia provincia, in quegli anni folli in cui “sei connesso a Internet” era una frase che faceva aprire gli occhi alla gente. Poi fibra ottica a 10 Gb fino a Fossano, una rete di videosorveglianza su HiperLAN estesa su 60 km e sette comuni, con riconoscimento automatico di veicoli e persone in tempo reale. Lo chiamavamo “un sistema di sicurezza intelligente”. Oggi lo chiameremmo proto-AI. All’epoca lo chiamavamo “speriamo che funzioni”.
Anni 2000. Mi sposto nel manifatturiero. Soluzioni MRP, sistemi web-based, digitalizzazione dei processi. Scopro che i problemi delle persone in fabbrica sono esattamente gli stessi dei problemi in ufficio: troppi dati nei posti sbagliati e troppo poco tempo per le cose che contano.
Dal 2019. Entro nel mondo della trasformazione digitale vera — quella che accompagna le organizzazioni verso Azure e il Modern Workplace, non quella che le bombarda di slide sulle opportunità del cloud e poi le lascia sole. Con EOS Solutions, il mio partner di fiducia.
Dal 2023. L’AI generativa smette di essere fantascienza e diventa il mio lavoro quotidiano. Azure OpenAI, Copilot, Large Language Model, agenti autonomi. Progetto soluzioni integrate per chi vuole usare davvero questi strumenti — non solo parlarci su.
Il lato umano — quello che non metto nel CV
Sono un papà orgoglioso e — lo dico con piena consapevolezza — sempre in beta.
Ho due figli adulti, con cui condivido un legame che si è costruito negli anni anche attraverso percorsi diversi. Mia moglie ha una figlia di undici anni che ha accettato la mia presenza nella sua vita con una naturalezza disarmante — un regalo che non mi aspettavo e che custodisco con cura. E ho un bimbo di tre anni che mi ha insegnato una cosa che trent’anni di IT non mi avevano insegnato: che le soluzioni più eleganti a volte le trova chi non conosce ancora le regole.
Sono loro il motivo per cui mi alzo la mattina con ancora voglia di capire il mondo.
Questo blog
Argo’s New Dreams — Dove il fantastico è il quotidiano.
Il nome viene da lontano. Argo era la nave degli Argonauti, ma anche il nome in codice di un’operazione della CIA che usò un finto film di fantascienza per salvare ostaggi americani in Iran. Fantascienza e realtà, di nuovo intrecciate.
Qui scrivo di AI, innovazione, tecnologia e dei sogni che — a guardarli bene — stanno già diventando realtà. Non aspettarti post accademici con dieci citazioni e abstract in inglese. Aspettati quattro chiacchiere tra appassionati, con un pizzico di ironia e qualche divagazione imprevista.
Se vuoi discutere di AI agentiche, di fantascienza italiana, di papà che cercano di stare al passo con i figli e con i modelli linguistici — sei nel posto giusto.
Sono ancora spinto dalla stessa, ostinata curiosità di quando ero bambino. E non ho nessuna intenzione di aggiornarla alla versione 2.0.
— Luca
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