Negli ultimi anni, l’identità digitale è diventata essenziale per accedere ai servizi online della Pubblica Amministrazione. SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) e CNS (Carta Nazionale dei Servizi) sono gli strumenti più diffusi, ma non sono immuni da rischi. La CIE (Carta d’Identità Elettronica), per le sue caratteristiche, sembra offrire maggiori garanzie di sicurezza. Analizziamo nel dettaglio le truffe che possono colpire SPID e CNS, e confrontiamole con la robustezza della CIE.
SPID sotto attacco: la creazione fraudolenta di un’identità digitale
Una delle truffe più insidiose legate allo SPID è la creazione di un’identità digitale all’insaputa dell’utente. Questo è possibile perché un truffatore, in possesso dei dati personali della vittima (ottenuti tramite phishing o altre violazioni), può avviare la procedura di richiesta SPID presso un Identity Provider (Poste Italiane, Aruba, ecc.). Se il truffatore riesce a superare la fase di riconoscimento (ad esempio, inducendo la vittima a usare la propria CNS, o fornendo documenti falsi se il riconoscimento è di persona), può creare un SPID a nome della vittima, ma controllato dallo stesso truffatore. Questo gli permette di accedere a servizi online a nome della vittima, richiedere bonus, e compiere altre azioni fraudolente. La possibilità di avere più SPID, sebbene con provider diversi, aumenta la superficie di attacco, poiché ogni SPID rappresenta una potenziale “porta” da forzare.
Anche la CNS non è invulnerabile: la generazione fraudolenta di una Carta Nazionale dei Servizi
Anche la CNS, sebbene basata su un dispositivo fisico (smart card o token USB), può essere generata in modo fraudolento. Se un truffatore si presenta allo sportello con documenti falsi, o se riesce a ottenere le credenziali SPID o CIE della vittima per il riconoscimento online (qualora permesso dal fornitore), può ottenere una CNS a nome della vittima. Inoltre, il furto del dispositivo fisico CNS e del relativo PIN, sebbene più complesso del semplice phishing delle credenziali SPID, rimane una minaccia concreta. Anche la possibilità di avere più CNS, seppur con scopi diversi, complica la gestione della sicurezza.
CIE: l’identità digitale più sicura?
La CIE, a differenza di SPID e CNS, è uno strumento unico e non duplicabile. Ogni cittadino ha diritto a una sola CIE, che è sia documento d’identità fisico che digitale. La sua robustezza è data dalla combinazione di elementi fisici (materiali anticontraffazione) e logici (microchip con certificati digitali protetti da PIN). L’autenticazione tramite CIE richiede il possesso della carta fisica, la conoscenza del PIN a 8 cifre, e un dispositivo di lettura (smartphone NFC o lettore contactless). Questo la rende significativamente più sicura di SPID Livello 2 e paragonabile alla CNS in termini di sicurezza del meccanismo di autenticazione. Sebbene non immune al 100% da attacchi (come il furto combinato di carta e PIN), la CIE rappresenta uno degli strumenti di identità digitale più sicuri e affidabili a disposizione dei cittadini italiani.
Conclusioni: CIE come standard unico per l’accesso ai servizi pubblici?
SPID e CNS, pur essendo strumenti utili, presentano vulnerabilità che possono essere sfruttate dai truffatori. La CIE, per la sua unicità e robustezza, offre un livello di sicurezza superiore. Per ridurre drasticamente le truffe legate all’identità digitale, sarebbe auspicabile che i siti ministeriali permettessero esclusivamente l’accesso con la CIE, disabilitando l’accesso tramite SPID e CNS. Questo eliminerebbe alla radice molte delle frodi basate sul furto o sulla creazione fraudolenta di identità digitali, garantendo una maggiore sicurezza per i cittadini. Sebbene la FEA fornita dalla CIE sia leggermente meno “forte” della FEQ/Firma Digitale di alcune CNS, la sua validità legale è comunque ampia e adatta a molteplici utilizzi. L’adozione della CIE come standard unico rappresenterebbe un passo importante verso un’identità digitale più sicura e affidabile per tutti.

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